Carcinoma tiroideo: cause, sintomi, tipologie e terapie

Cos’è la tiroide?

La tiroide è una piccola ghiandola posta sotto il pomo di Adamo a forma di farfalla che ricopre un ruolo fondamentale nel controllo del metabolismo di ognuno di noi.

Come funziona la tiroide

La funzione di controllo sul metabolismo della tiroide è possibile grazie alla secrezione dei cosiddetti ormoni tiroidei T3 e T4 che tramite il sangue raggiungono ogni punto del nostro organismo.

La produzione del T3 e T4 dipende dall’ormone TSH che viene a sua volta prodotto dall’ipofisi, una ghiandola posta alla base del cranio.

Scompensi nella tiroide

Una fascia consistente della popolazione, soprattutto femminile, soffre di disturbi legati alla produzione elevata o inferiore ai livelli consigliati degli ormoni tiroidei. Se vengono prodotti troppi ormoni tiroidei avremmo una situazione di ipotiroidismo, si avranno allora sintomi come nervosismo,ansia, iperattività e perdita di peso.

Se al contrario vengono prodotti meno ormoni tiroidei parleremo di ipotiroidismo e i sintomi, che si manifesteranno in un secondo momento, saranno dolori articolari, malattie cardiache, obesità ed infertilità.

Per tutti questi motivi la tiroide deve essere sempre controllata soprattutto al di sopra dei 50 anni.

Carcinoma tiroideo

Quando sulla tiroide si riscontra la presenza di noduli potrebbe manifestarsi allora il carcinoma tiroideo, che può essere o benigno oppure maligno, in questo caso verrà chiamato cancro.

Il carcinoma tiroideo è considerato una neoplasia rara in quanto costituisce il 2% di tutti i tipi di tumori esistenti, con una grande percentuale di guarigione e quindi di sopravvivenza che sfiora il 90% a 5 anni.

Il carcinoma tiroideo si manifesta in tutte le età con una incidenza maggiore tra i 25 e i 60 anni, è un tumore che colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini.

Cause del carcinoma tiroideo

Come per tutti i tipi di cancro anche il carcinoma tiroideo ha origine dal cosiddetto “impazzimento” di un gruppo di cellule in questo caso delle cellule follicolari, quelle che costituiscono il tessuto tiroideo.

Le cause più comuni sono l’esposizione ad attività di tipo radioattivo, come nelle persone sottoposte a radioterapia per curare altri tipi di tumore o quelle esposte direttamente alla caduta di materiale radioattivo. Come nel caso delle popolazioni di Chernobyl, dove a migliaglia ne furono colpite in seguito all’esplosione della centrale nucleare.

I sintomi del carcinoma tiroideo

Il sintomo più comune che denota la possibile presenza di un carcinoma tiroideo è sentire alla palpazione o anche all’osservazione un nodulo proprio all’altezza della tiroide. Bisogna specificare che solo il 3-5% dei noduli tiroidei sono forme tumorali di tipo maligno.

Altro sintomo di potenziale carcinoma tiroideo è la comparsa di masse di linfonodi che a volte possono raggiungere anche grandi dimensioni. In seguito al verificarsi della presenza di noduli o linfonodi all’altezza della tiroide si dovranno eseguire un insieme di esami strumentali specifici.

Tipologie di calcinoma tiroideo

Rispetto ad altre forme di tumore il carcinoma tiroideo si suddivide in molte tipologie differenti

Carcinoma papillare
E’ la forma più diffusa di carcinoma circa il 75% su quelli totali che si presentano sulla tiroide, a differenza degli altri presenta una crescita lenta e in una fase successiva può dare origine a metastasi che interessano i linfonodi sul collo. A volte il carcinoma papillare della tiroide diventa multifocale, ovvero potrebbe interessare entrambi i lobi della tiroide

Carcinoma follicolare
Questa tipologia ha una diffusione media, questo carcinoma interessa infatti il 15% totale dei casi e colpisce nella maggioranza dei casi persone che hanno superato i 50 anni di età. In alcuni casi potrebbe provocare metastasi a distanza, ovvero le cellule tumorali si spostano da una parte del corpo diversa rispetto a quella da cui hanno avuto origine.

Carcinoma anaplastico
E’ la tipologia di carcinoma alla tiroide con la diffusione più bassa, interessa solo l’ 1% del totale, ma forse è uno dei più nocivi e difficili da gestire. Infatti provoca metastasi a distanza molto velocemente.

Carcinoma midollare
E’ il carcinoma alla tiroide che si caratterizza per un alto livello circolante di calcitonina. Ha origine dalle cellule parafollicolari, delle cellule che si trovano nella parte reticolare della tiroide e che sono direttamente responsabili della produzione di calcitonina. Tra tutte le tipologie di carcinoma alla tiroide quello midollare è l’unico che presenta una certa famigliarità genetica nella comparsa.

Esami strumentali

Come l’ecografia tiroidea per controllare la grandezza dei noduli, la scintigrafia tiroidea che servirà a verificare il tipo di comportamento della tiroide e dei noduli presenti. I test genetici, perché vari studi hanno riscontrato una certa famigliarità genetica nella comparsa del cancro alla tiroide, soprattutto per il carcinoma di tipo midollare.

Infine uno degli esami più importanti ovvero la misurazione dei livelli di calcitonina ,che è la molecola che rappresenta il metro di unità per verificare la presenza o meno di un carcinoma tiroideo.

Le Terapie per curare la tiroide

Come si cura la tiroide?

Come per tutti i generi di tumori anche quello alla tiroide può essere affrontato o in maniera chirurgica oppure in maniera non chirurgica.

Intervento chirurgico

La prima opzione per affrontare il tumore alla tiroide è quella dell’intervento chirurgico, ovvero eseguire una tiroidectomia totale. Altro intervento chirurgico è la linfadenectomia, operazione che è sempre eseguita nei casi di carcinoma midollare, mentre nei casi di carcinoma papillare o carcinoma follicolare si esegue solamente se durante l’operazione chirurgica vengono individuati linfonodi sospetti per quanto riguarda la dimensione o una possibile metastasi.

Negli ultimi anni grande attenzione si è data alla riuscita estetica dell’operazione, poiché essendo la tiroide in una parte visibile del corpo le cicatrici post operatorie potrebbero creare qualche problema alla persona sottoposta ad intervento.

Ormai grazie all’utilizzo di suture intradermiche eseguite con materiale riassorbibile e al consiglio di massaggi post operatori con creme apposite i risultati visibili dell’operazione eseguita sono modesti.

Terapia non chirurgica

La terapia radiante e la chemioterapia nel caso di tumore alla tiroide sono consigliate solamente nel caso si presentino carcinomi aggressivi o che dopo esami strumentali risultino non operabili.

Fase post terapia

Per quanto riguarda i pazienti con carcinoma differenziato, ovvero quello papillare e quello follicolare, verrà eseguito un trattamento a base di ormone tiroideo (L Tiroxina) in un dosaggio tale da mantenere ridotti i livelli di TSH (l’ormone tireostimolante). Periodicamente i pazienti verranno sottoposti ad ecografie del collo e ai monitoraggi dei livelli di tutti gli ormoni tiroidei.

Per quanto riguarda i pazienti con carcinoma tiroideo di tipo midollare nella fase post terapia vengono trattati anche loro con una cura a base di tiroxina, in modo da ovviare all’ipotiroidismo conseguente alla rimozione della tiroide con un controllo di tutti i valori periodico ,ma costante.

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